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C’era una volta il logo: note a margine del concetto di branding

C’era una volta il logo: note a margine del concetto di branding

Branding is more than a logo. It’s more than a website. It’s more than a business card. It’s more than the colors and typefaces you choose to represent your company. Your brand is your voice in the marketplace, and it is your proposition for disruption. It is your opportunity to create something with lasting impact. It is how you tell your story, and it is absolutely key to your success and your survival.

fonte: enterpreneur.com
Il futuro del marketing e dell’economia sono i contenuti, ciò che le aziende hanno da dire, da raccontare e da condividere. I mercati sono enormi racconti, fiumi di storie che stanno dietro e dentro i prodotti che ogni giorno compriamo, usiamo o scartiamo.

Ogni azienda, piccola o grande, si prepara ad un’importante evoluzione: diventare una vera e propria casa editrice. Perché ogni prodotto, che si tratti di dentifricio o pomodori in scatola, sarà il contenitore di un racconto, scritto a più mani. E su supporti diversi.

Non è più sufficiente scegliere gli elementi di forza e tradurli in vantaggi per il consumatore. Le caratteristiche distintive, i plus del prodotto o del brand che possono influenzare le motivazioni all’acquisto, sono spesso impliciti. E vengono dedotti da una serie di dialoghi e relazioni che avvengono nel tempo e nello spazio.

Il sito web, i canali social, gli spot radio e tv, ma anche le recensioni, la gestione dei reclami e delle crisi, le campagne di advertising: tutto partecipa alla costruzione dell’idea che ciascuna persona ha di un prodotto o di un’azienda.

Milioni di frammenti di dialoghi, di scambi, milioni di esperienze, di contatti – spesso fugaci – e non sempre formalizzati contribuiscono a definire il valore del brand.

La strategia (e le parole) scelte per gestire una crisi, le modalità di invio di un comunicato stampa, la scelta di un colore o di un testimonial: tutto contribuisce a definire l’identità della marca.

Tutto questo rende assai complessa la gestione di un brand e costringe le aziende a valutare con attenzione aspetti che ieri erano ritenuti secondari o sembravano “non necessari”. Si poteva decidere di avere un sito web, senza prestare grande attenzione al packaging; di lanciare una campagna affissioni, senza prevedere un servizio di customer care. Oggi non è più così.

Nell’epoca della comunicazione digitale, nulla è superfluo e tutto contribuisce, con pesi diversi ma altrettanto determinanti, a definire l’immagine che le persone hanno delle aziende.

Il brand diventa una rappresentazione sintetica di infiniti e microscopici aspetti che, assieme, esprimono il carattere di un’azienda, di un prodotto o di una persona. E la sintesi, che è funzionale alla comunicazione, perché riduce drasticamente i tempi di decodifica dei messaggi, è anche estremamente rischiosa, se diventa “etichetta”.

Da qui la necessità, ad esempio, di prevedere strategie di gestione della crisi: procedure condivise a tutti i livelli aziendali, per intervenire in maniera rapida nella gestione di situazioni che mettono in pericolo la reputazione delle aziende.

Cosa vuol dire questo? Anche le piccole aziende o i singoli professionisti dovranno investire in strategie di brand management?

Non si tratta di dimensioni, si tratta di aspirazioni

Una piccola azienda, con un buon prodotto, un posizionamento chiaro e profittevole potrebbe volontariamente rinunciare alla possibilità di capitalizzare e valorizzare gli sforzi (non solo economici) fatti, rinunciando alle possibilità che una corretta strategia di branding potrebbe generare. Oppure, più correttamente, potrebbe decidere di dedicare attenzione e risorse – prima cognitive, poi economiche – alla corretta valutazione del peso che una strategia di branding può avere sul futuro dell’azienda.

 

“Branding is about knowing what you stand for and how you communicate the values and character of your product or service. As a company founder, this is not so much a design choice as it is a leadership decision. Your job as chief is to know exactly, concisely and in context what you stand for. You are the lone author of your story, your mission and your reason for being. How you tell it is your job.”

fonte: enterpreneur.com

 

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